– Sala bianca del palazzo storico Albrizzi a Venezia –
Lungo una delle pareti centinaia di piccoli foglietti che rispondevano alla domanda “Qual è il tuo lato C?”
- Culo
- Orecchio
- Lingua
- Clitoride
…e chi più ne ha più ne metta, tante e divertenti le risposte delle tante persone che hanno partecipato all’evento.
Lungo una seconda parete la Biblioteca umana, iniziativa molto interessante dove i libri non erano altro che esperienze romanzate di chi voleva mettersi in gioco e raccontarsi.
All’angolo il Bordello Poetico, piccolo confessionale con un attore al posto del prete e delle cuffie dall’altro lato, devo chiunque poteva sedersi ed ascoltare poesie erotiche lette dall’attore.
Al centro della sala dei piccoli espositori, con piccole zozzate, vibratori, bende, massaggiatori prostatici ed altre piccole cose divertenti.
All’angolo opposto del Bordello Poetico c’era un Set, chiamato scherzosamenteSex Fotografico deve tutti potevano posare in due versioni Faccia normale/faccia orgasmo davanti ad un fotografo.
Alle pareti vari disegni pornografici.
A fine serata concerto Glam rock.
– Sala di seta del palazzo –
Le conferenze, tema: L’orgasmo femminile e la sessuologia dell’affetto eL’evoluzione della sessualità, intervento del Collettivo Stonewall LGBTIQueer di Venezia.
Performance di ogni tipo: flautisti, poeti, attori ed anche Kiri e me.
– Giardino del pozzo –
Performance poetica.
Degustazione afrodisiaca.
Non capita tutti i giorni di avere un pubblico così, soprattutto in una città logisticamente complessa; l’età variava dai 20 ai 70 anni e con mio stupore l’interesse c’era in ogni età.
Fantastica la signora che chiede di poter parlare di sessualità in età senile.
Pessima la signora che insiste nel dire che i gay ormai sono liberi e accettati oltremodo.
Divertente la signora che chiede al presentatore che stava per annunciare me e Kiri “Ma è danza Budo?”.
Splendidi i tanti ragazzi che ci hanno fatto molte domande alla fine della performance e che hanno partecipato alle conferenze in maniera attiva, con domande ed esperienze di ogni tipo.
Adorabile la signora che a fine performance mi chiede qualsiasi cosa inerente al kinbaku.
Questa nuova e diversa esperienza mi ha fatto parecchio riflettere, su quanto la gente sia curiosa e su quanto ci sia ancora da mostrare a chi non conosce questo genere di cose. Nonostante il festival fosse per lo più vanilla, non mancavano le curiosità legate al sesso alternativo.
Devo dire che il format ha dato modo a chiunque di mostrarsi senza paura di pregiudizi, tutti erano li per curiosità ed interesse. E’ stato un buon modo per divulgare la cultura attorno al sesso, i canali usati sono stati delicati ed introduttivi, senza essere troppo aggressivi.
Chissà se i giovanissimi ragazzi di Blare Out (organizzazione dell’evento) saranno spunto per altri giovini (e non solo).