Nel kinbaku all’hashira, il palo introduce una presenza rigida a cui il corpo legato deve rapportarsi. Le corde avvicinano la modella a un elemento che non cede e non accompagna il movimento: la percezione della costrizione si fa più netta, fino a suggerire un’immobilità quasi assoluta. È questa tensione fra il corpo e il palo a dare alla performance di shibari il suo carattere.
L’hashira richiama il pilastro dell’architettura tradizionale giapponese, un elemento familiare che assume un significato diverso nel bondage. Per uno sguardo occidentale, invece, la figura di una donna legata a un palo può evocare il rogo delle streghe e il peso emotivo di quell’immagine. Nella stessa scena possono così incontrarsi due immaginari lontani: uno legato allo spazio domestico, l’altro a una memoria di persecuzione.
Il video lascia convivere queste suggestioni, dando alla presenza del palo una forza che va oltre il suo uso come punto di legatura.